Traduzione automatica su Youtube. La sfida.
Google tiene moltissimo a Youtube e da poco le ha regalato un nuovo accessorio. La traduzione automatica. Per ora i testi sono tradotti solo in inglese, presto ci saranno altre lingue così lo strumento sarà più accessibile a tutti, e forse utile anche a coloro che hanno problemi di udito. E’ una nuova frontiera che sta tutta nella capacità dell’applicazione di udire le parole e tradurle in automatico. Le traduzioni non saranno sempre esatte ma quello che si sottolinea oggi, è il grande cambiamento nel piccolo mondo del video on line.Facciamo un passo indietro per capire bene se possiamo accettare così, con la disinvoltura a cui questo secolo di nuove velocissime tecnologie ci ha abituato, la parola ‘udire’ applicato ad un computer. L’applicazione ascolta le parole. Non è più un’espressione fantascientifica, è una realtà, uno strumento tra l’altro solo di mediazione, per ottenere un risultato finale: la traduzione vera a e propria. Nessuno si chiede più, come sia possibile che un computer ascolti, riconosca e verifichi una parola. Siamo già passati a chiederci quanto tempo ci metterà, se sarà preciso e in quante lingue lo farà. Ci potremmo forse anche preoccupare di cosa tradurrà e come allora.
Forse qualcuno avrà usato il traduttore di Google, due passi nel modo senza confini dell’etimologia mediatica. Veloce a portata di mano e ricco di sorprese…Una parola può avere tre significati. Se copiata e riproposta in un’altra lingua ne può assumere altrettanti, e avere un esempio audio di pronuncia che è troppo generoso per decidere di escludere l’accento di una lingua piuttosto che un altro, così li usa tutti. Se si applica questo ad un discorso di immagini in movimento, quello che abbiamo è un uso pubblico di video con una traduzione forse troppo poco onesta del linguaggio originale.
Vogliamo solo considerare senza dimenticarlo nell’entusiasmo di una nuova conquista tecnologica, che le parole sono potere, e che il potere è responsabilità. Perciò forse, la capacità di accelerare il passaggio di parole attraverso i canali web, dovrebbe produrre una proporzionata attenzione.
cosa ne pensi di questo post? Lascia un tuo commento oppure iscriviti al nostro the feed per ricevere automaticamente i nostri articoli sul tuo feed reader.






Commenti
Non ci sono ancora commenti. Vuoi essere il primo a lasciarne uno?
Lascia un tuo commento