Pubblicità shock: WWF e Aids
11 Settembre. Un’immagine che conosciamo tutti, ma non tutti alla stessa maniera. Perr la DDB e il WWF però, non sembra ci sia alcuna differenza. Nello spot che ha fatto discutere molto sulla sua crudezza e impatto visivo, i due aerei si schiantano contro le torri gemelle, quasi subito dopo da ogni parte se ne vedono spuntare altri, a decine che puntano verso l’intera città…”il nostro pianeta è brutalmente forte, rispettalo.” Qui, per “il nostro pianeta” si deve intendere appunto la forza di mille attacchi terroristici. Abbiamo lo stesso effetto sulla terra di mille attacchi terroristici. D’effetto.
C’è solo un problema nel messaggio in questione, che visivamente e pubblicitariamente ha un impatto unico e degno di nota: proprio perchè è un messaggio pubblicitario e non un corto di un concorso annuale di nicchia, è visibile a tutti volenti o nolenti. E’ visibile, come spot, (che può passare dalle 20 alle 40 volte nella stessa giornata in televisione, per non parlare dei luoghi pubblici, stazioni, bar, aeroporti) anche a quelli che quel giorno erano lì, sopravvissuti, familiari dei sopravvissuti e familiari dei morti. Comunicare al pubblico è una responsabilità, che aumenta in proporzione alla potenza del mezzo e alla tipologia del pubblico stesso. Per lo stesso motivo anche un altro spot sarebbe da riconsiderare forse. Quello tedesco realizzato per la giornata dell’AIDS, in cui Hitler fa sesso con una donna, e in cui si suggerisce come questa malattia sia come una distruzione di massa. Insomma si lancia il lazo immaginativo lontano, ma quello che si cattura poi, può piacere o addirittura essere spiacevole.
La WWF si è scusata con un comunicato dell’inesperienza dei creativi per lo spot, che è stato chiamato Tsunami. Una mossa poco oppurtuna forse…ma anche inevitabile a quel punto. Ad un punto limite. Dove per gloria dell’estro forse si è calpestato di più di un semplice parere. Quella responsabilità di cui parlavamo prima dovrebbe essere portante nell’espressione di un concetto e nella sponsorizzazione di un prodotto. Ma evidentemente c’è chi si sente di poterne fare a meno. Su Kawakumi.com troverete il video e un’interessante post sullo spot e i suoi risvolti. Buone riflessioni a tutti.
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