Internet, città di palmari

Cercando palm su google

Cercando palm su google

Cercando nel web un nuovo screensaver, si perde di solito entro i primi 20-25 secondi, la memoria di quella che all’inizio sarebbe stata la nostra preferenza nella scelta del sogetto. Tanto può l’attraente numero di immagini proposte dal web. Quello che ne può venire fuori è impietoso. A volte dimentichiamo persino di dover condividere il computer con altri occhi per forza di situazioni e chi ne fa le spese sono i nostri colleghi di lavoro o i nostri familiari, che si vedono lanciare trucidi sguardi da Marilyn Manson in tutta la sua veracità rockettesca ogni santo giorno, all’accensione dell’apparecchio.

Eppure c’è ancora della nobiltà, nel fatto che si tratti, al di là di giudizi e opinioni, sempre di un genere musicale. La colpa in questi casi, comunque e in parte nostra e in parte appunto, della consistente e innumerevole massa di offerta di immagini che in qualche modo si collegano per assonanza o argomento, a quella che stavamo cercando.

Ma di chi è la “colpa” se volessimo solo cercare delle palme, come sfondo del nostro desktop e ci trovassimo di fronte ad un inusitato numero di palmari, ovvero dei telefonini digitali? Perchè è questa la realtà. digitando la parola in google la parola Palm, questo sarebbe lo scenario di fronte a cui ci troveremmo…non il vegetale che tanto abbiamo imparato ad amare ne “Il libro nella Giungla”, non gli ammenicoli che infestano i viali della Jolla, California, non gli alberi esotici, alla cui vista, in una grigia giornata di inverno, tornano alla memoria estati come promesse lontane. Solo un palmare. Al massimo ci potrebbe ricordare che siamo al lavoro e non in vacanza. Che ci stiamo guadagnando lo stipendio per comprarcene uno. Che invece di stare su internet dovremmo lavorare. Insomma nessuna delle evocative promesse che solo un fresco arbusto di palma di tre metri alla luce del sole su un oceano azzuro ci può regalare. Pensiamo in fondo che questo possa accadere solo oggi e solo nel paroliere fiscale del web che cerca, senza anima, attraverso un calcolo di vicinanza di temi e di suoni, un legame che in natura, anche quella vegetale, non esisterebbe. Vi preghiamo di segnalarci se in alcun modo le vostre ricerche speranzose di un termine che originariamente avreste associato ad un’immagine ben precisa, siano state in qualche modo tradite da questo sistema. Non potremmo fare molto, ma come fedeli amanti della parola, avrete tutta la nostra comprensione.


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