Google chiude con la Cina

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Creative Commons License photo credit: batintherain

Il 10 Aprile Google chiude con la Cina. Oltre 300 milioni di utenti persi dal mercato cinese. La Cina, che aveva posto il più famoso motore di ricerca sotto censura, limitando così il suo pubblico a limitate parole, ricerche e risultati web, romperà definitivamente i rapporti con esso per via di mancato accordo. Il rumore che già sta provocando questo stato di cose riecheggerà attraverso la rete come avviso contro l’ennesima barbarie culturale inflitta ad un’intera popolazione. Ma la realtà è un’altra….

La chiusura con la Cina è una perdita enorme per Google, ma necessaria. Un esempio di come la linfa finanziaria e di mercato non sopporti a lungo le costrizioni seppur richieste da un governo autoritario e politicamente presente come quello cinese. Quello stesso governo infatti sembra non essere di alcun intralcio alla necessità di crescita di un mostro del web come Google il cui mercato è attualmente inarrestabile.

Ora il motore di ricerca guarda più alla perdita di guadagno, che all’ostacolo incontrato e a quello che potrebbe comportare per gli stessi utenti cinesi.

Quegli utenti cinesi, che sono da sempre nell’oscurità, e che fino ad ora non hanno avuto accesso ad un mondo di normale informazione quotidiana continueranno a subire la censura. La Cina dispone attualmente solo di motori di ricerca che non hanno accesso ad argomenti ritenuti scomodi per il governo. Parole bloccate sul nascere, in un mondo di comunicazione che rinasce e si espande ogni giorno.

Il nuovo Google trasferito dalla Cina sarà il nuovo google.com.hk, il motore di Hong Kong. La Cina sta già svolgendo la sua attività di infiltrazione mediatica per censurare anche il nuovo search al quale si viene reindirizzati automaticamente adesso, quando ci si collega a google.cn. L’inseguimento continua….chi vincerà?


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