Facebook: “faccialibro” mai letto

Facciamo così: tu mi dai la tua faccia, quella dei tuoi amici, quella di quelli che vorresti fossero i tuoi amici ma che, al momento, purtroppo, sono “troppo impegnati” per esserlo; quella delle ragazze che vorresti apparissero come “tue amiche” e quelle dei ragazzi per lo stesso motivo. Dammi tutte queste facce e io le metto su un libro. Sarà il tuo Faccialibro. Tante facce. Tanti amici. Ma su un libro. E’ un libro che non ha bisogno di essere scritto, o letto; la sua scrittura si riduce a pochi dati anagrafici e tanti, tanti commenti. Perchè Facebook, il “faccialibro” è il primo libro che non deve essere nè letto nè scritto.
Detto così non sembra il pacchetto di felicità che ogni giorno puoi aprire davanti ai tuoi occhi, che ti permette di farti gli affari degli altri, che vogliono mostrarti i loro “affari”. Ma ogni giorno sono milioni le persone nel mondo che non leggono e non scrivono su questo libro. Così per i nostalgici della scrittura la vita si fa ancora più difficile. Per chi conosce l’effetto e il significato insito nella parola scritta, il Faccialibro è un’altra cocente sconfitta che lo allontana dal potere esprimere quella conoscenza; e che attira, invece, anche troppo facilmente, gli amanti del “voglio vedere subito e ora!”. Ancora una volta l’occhio ingordo della curiosità ha avuto la meglio sull’elegante ritrosia della mente e sulla forma di espressione che forse meglio la rappresenta.


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Commenti

Sembra che l’epoca felice dei “faccialibro” stia per finire! E’ arrivato il virus koobface. Date un’occhiata a questo link: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37147&sez=HOME_SCIENZA

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