La forza della bionda nello spot


Richiude un cellulare, scende le scale sedendosi sulla ringhiera, si alza dal tavolo scucendo il vestito ma non le importa….le scelgono sempre diverse, la trama è sempre una: la bionda. In alcuni spot il prodotto viene vampirizzato, ma per amor suo, forse, non è mai un dispiacere esserlo. Negli anni ottanta le bionde accompagnavano gli spot degli alcolici sopratutto, forse perchè era l’alcolico il mezzo di socialità più usato.
Poi le bionde hanno scalato montagne rubato le chiavi delle macchine e sono partite in corsa su auto da favola, perchè era il momento di dimostrare che sì, una bionda sa anche guidare! Certo lo faceva per attirare l’attenzione, qualche innocente incidente per cui qualche malcapitato si fermava e veniva derubato della sua vettura ultimo modello. Ma che fa?

Quando hanno trovato i telefoni è stata la fine….Ma quanto mi ami? Dalle adolescenti alle donne più affermate dello spettacolo, attraverso la cornetta hanno lanciato sfide di tariffe e abbonamenti per internet.

Ci sorprendiamo solo di come anche Facebook e Messenger, non abbiano fatto uso della criniera più famosa, nel mondo dell’efficacia pubblicitaria, per vendere e vendersi…Saranno passate già di moda? Beh sarebbe difficile fermare la richiesta più antica nel mondo nell’immaginario maschile, ma anche di quello femminile. La donna infatti, forse più vittima che succube, e anche quando non bionda, si è abituata a venire pubblicitariamente irretita dalla fata degli spot. Nonostante renda mio marito ipnotizzato, fa davvero effetto la forza smacchiante del prodotto che utilizza!….E poi che grinta, ricopre tutti i ruoli, la modella, la sportiva, la mamma, la sorella, l’amica….l’amica confusa…Brava bravissima, bionda (non la birra). Continua così!


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