La nuova campagna antifumo è solo fumo?


Sull’opportunità di campagne antifumo non si discute, sia chiaro, ma questo nuovo spot qualche dubbio lo suscita. Soprattutto dopo aver letto Buyology, l’ultimo bestseller di Martin Lindstrom, guru del marketing, che lo ha scritto in collaborazione con i ricercatori della Oxford University. Un libro che si legge come un romanzo ma che è anche la più grande raccolta sul neuromarketing di tutti i tempi. Neuromarketing, tradotto in termini pratici, sarebbe lo studio di come la scienza del cervello può essere usata per vendere prodotti e per modificare comportamenti.

Nel primo capitolo del libro, che potete leggere qui in inglese, Lindstrom parla proprio delle campagne antifumo ed in particolare delle immagini e delle scritte terroristiche che compaiono sulle confezioni.

Una per tutte, guarda caso: il fumo uccide. Lindstrom non ci dice forse niente di nuovo, ma queste scritte e le campagne terroristiche non hanno intaccato un mercato che nel 2006 contava 5.763 miliardi di sigarette (escluse quelle che si acquistano al duty free e il mercato nero).

Insomma, sembra proprio che il cervello dei fumatori cancelli inconsciamente le scritte di avvertimento. Non solo: dalla ricerca effettuata sembra che stimolino addirittura la voglia di accendere una sigaretta. E allora, che senso e che risultati può avere una campagna tutta incentrata su il fumo uccide?

Ci fa piacere scoprire che a pensarla così, ci siano anche altri autorevoli esperti di comunicazione. E voi? Siete fumatori? Smetterete di fumare dopo aver visto questo spot? Fateci sapere la vostra opinione.


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Commenti

No, io non smetterò di fumare. Sono anni che ci minacciano, ma noi fumatori resistiamooooo!

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