Waka waka, cammina cammina ecco i Mondiali

photo credit: Eustaquio Santimano
Lo so, questo è un blog sul copywriting e la comunicazione. Ma è pur sempre un blog che vive gli eventi circostanti e allora, come non parlare dei Mondiali, i primi in un paese africano, che vedranno oggi in campo l’Italia?
Lo faccio, ovviamente, a modo mio, con una considerazione sulle parole dell’inno dei Mondiali, la canzone di Shakira che è già diventata una hit. (Testo inglese e traduzione italiana si possono trovare su http://www.rnbjunk.com/traduzione-testo-time-for-africa-shakira-963/)
Non vorrei rovinare la festa, ma questa canzone non mi piace e per due motivi. Primo: è una canzone di guerra del Camerun. Credo che di violenza nel calcio ce ne sia anche troppa, che bisogno c’era di un invito a essere in prima linea? E dove sarebbe lo spirito di sana competizione? Certo, si potrebbe obiettare che “Quel sogno che comincia da bambino e che ti porta sempre piu lontano” della nostra Gianna Nannini è un po’ edulcorato, ma almeno non ci sono soldati stremati e caporali che li invitano ad imbracciare il fucile.
Il secondo motivo me lo offre Marinella Venegoni su On the road, il blog de La Stampa. In sostanza, la critica è che l’inno scelto dalla Sony sia una pura operazione di marketing “coloniale”. Sì perché in questi Mondiali per la prima volta in terra d’Africa, forse sarebbe stato più giusto affidare l’interpretazione ad un vero africano e non ad una star che garantisce vendite solo con il nome.
Sulla validità musicale del pezzo non mi pronuncio. Chiedo solo? Reggerà alla prova del tempo qui da noi, come le note di Notti Magiche?
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