Lavagna addio!


Ma era proprio così insopportabile la lavagna? Questo cimelio della scrittura che è stato il mezzo di comunicazione di generazioni tra alunni e insegnanti sembra venuto a noia a qualcuno. Infatti a quanto pare sarà presto sostituito dal ben più funzionale, lucido e freddo computer. Che gioia! O no? Forse nessuno ha pensato di chiedere a chi la lavagna l’ha amata, se era pronto al finale di addio. La lavagna era, uno schermo nero sempre spento, illuminato solo dal bagliore del gesso bianco o (in occasioni di estro artistico particolari) colorato, annebbiato dalle precedenti tracce di testi cancellati, ticchettante sotto il primo colpo e alla fine della frase, con maiuscole e punti esclamativi. Frusciante sotto le curve delle diverse “c” ed “S”, dei “Sei” e degli “Otto”. Il suono che richiamava all’attenzione le menti assenti, anche lì all’ultimo banco…Le lettere cominciavano in alto fiduciose e imponenti e si intimidivano e rimpicciolivano nello spazio che man mano si avvicinava ai bordi della superficie nera e liscia, durante la spiegazione. “Chi mi cancella la lavagna per favore?”. Venti paia d’occhi speranzosi che fino a poco fa cercavano ogni pretesto di distrazione sotto i banchi, si alzavano assaporando l’immagine del gesso portato via dalla pezzetta di turno.

Cancellare quello che qualcuno, che sapeva di più (o almeno così sosteneva), aveva scritto con tanta facilità, con la precisione che richiede l’inizio di una punta di lingua al lato della bocca, tanta la concentrazione e la degustazione richiesta da tale compito. Ignorata o guardata appena per ore, in quel momento tutti la desideravano. Anche di più nell’ora di ricreazione, quando tutti potevano diventare poeti o artisti per dieci minuti e lasciare ai posteri (o almeno al professore che seguiva l’ora successiva) tutti i loro tormenti, le risate gli amori, sotto gli occhi di tutti i poeti del Novecento così severamente allineati da mano ferma e sapiente. Un fascino per tutti. E tutti, erano prima poi, protagonisti su quella vecchia e brutta lavagna: i buoni, i cattivi, i morti, i vivi, personaggi di ogni storia, anche della nostra. Anche di chi quella lavagna oggi, non la vuole più.


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