Bruno Munari al museo dell’Ara Pacis

Sedia per visite brevissime di Munari

Vorreste vedere una mostra come poche? Di un’artista che ha acquistato valore di comunicazione ed esperienza “oltre le dimensioni conosciute?” Bene allora l’artista per voi è Bruno Munari. Ma il posto, che ora è l’Ara Pacis, non ci sentiamo di consigliarvelo. All’Ara Pacis, (quel monumento la cui inscatolatura in cemento e vetro è stata così discussa) al centro di Roma, Non è possibile vedere questa mostra. Ovvero è possibile ma solo finche i “guardiani” non decidono di inseguirvi e di ingiungervi per cortesia di lasciare ciò per cui avete pagato (ad essere venali) e per cui siete venuti fin lì, a volere essere onesti, per sbrigarvi a raggiungere l’uscita, prima della quale però, potrete sostare finché lo vorrete nei margini di un piccolissimo book shop. L’ultima occasione di entrata alla mostra al museo dell’Ara Pacis è prevista fino alle sei di sera, la chiusura alle sette di sera, ma qualcosa deve essere sfuggito agli organizzatori , perchè a volersela giocare tra parole e dimensioni….qualcosa non quadra!

La mostra di Bruno Munari è sufficientemente bene esposta ma se a qualcuno balzasse la bizzarra idea di voler dedicare il tempo necessario alla sua visione rimarrebbe sempre ad “occhi asciutti”. Eppure nella parte audiovisiva, sono indicate le durate degli spezzoni di film di Munari. Volendo solo contare quelli, sarebbe impensabile accontentarsi del tempo messo da “loro” a disposizione. Ma no, il torto è vostro e ora l’importante è che liberiate al più presto le sale adibite all’esposizione! Perché non mettere un cronometro all’entrata della mostra, ci verrebbe da suggerire a questi eroi dell’ora esatta, in modo di poter mettere delle scarpe da ginnastica un tutone e una fascetta e percorrere a suon di ipod le sale che ospitano il grande artista? Ci facciamo un vanto del rispettoso silenzio e della parola sussurata ma in questo caso l’urlo è di dovere “Vergogna!”. Un urlo che in questo caso è romano, ma crediamo sarà condiviso dai diversi turisti che si trovavano l’altra sera al museo dell’Ara Pacis. Bruno Munari tra le sue creazioni annovera un’opera, la “sedia per visite brevissime”, una sedia appunto realizzata in modo da potervisi sedere solo per pochi istanti vista l’intenzionale scomodità dell’oggetto. Che abbiano voluto nel Museo, espandere questo concetto all’intera esposizione? Beh se questa era l’idea la realizzazione è stata perfetta. E allora sostituiremo il nostro “Vergogna!” con un candido “Complimentoni sentiti!”. Per il momento vi sconsigliamo categoricamente di voler considerare il museo dell’Ara Pacis degno di qualsivoglia valore in quanto museo.


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