Addio Reader’s Digest

Readers Digest
Creative Commons License photo credit: vivido

 

Cosa fate quando volete avere una panoramica di tutto quello che succede nel mondo? Domanda ovvia, entrate in Internet, accedete al vostro feed, o al vostro giornale online, o al blog preferito. Sui social network quattro righe vi dicono tutto, condensato.

Ovvio. Se volete le notizie vi arrivano anche sul cellulare, così non dovete perdere tempo a cercarle.

Potere delle nuove tecnologie, direte voi.

Ebbene, no. Nel 1922 una testata che ha fatto storia, ha avuto per prima l’idea di condensare gli articoli più interessanti – tratti da autorevoli riviste e da libri – per proporli con un linguaggio semplice, essenziale, condensato, appunto. La testata è il Reader’s Digest, che ha avuto una certa fortuna anche da noi con il nome di selezione del Reader’s Digest.

Il Reader’s Digest ha avuto il merito, non indifferente, di portare informazioni a persone che altrimenti non avrebbero avuto la possibilità di usufruirne e di cercare di colmare il gap culturale, quando la massificazione della cultura era ancora agli albori.

D’altra parte però, gli articoli condensati e appiattiti perdono la loro vivacità, la loro impronta stilistica risultano un po’ a due dimensioni, senza i chiaroscuri che ogni autore conferisce al suo testo. Un fenomeno che si è ripetuto anche per i mass media, quando la televisione ha svuotato e messo a margine i dialetti per adottare una lingua comune, che ha unito l’Italia ma ha impoverito il nostro modo di comunicare. 

Oggi arriva la notizia che il Reader’s Digest chiude definitivamente.  Mancanza di pubblicità, problema comune alla carta stampata ti oggi. Una fine ingloriosa e forse immeritata, per questo mezzo pioniere di un altro modo di fare comunicazione.


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Commenti

Anch’io sono stata, per molti anni,lettrice di questa rivista,
che io definirei, ricca di mille spunti, poliedrica e soprattutto cosmopolita.Si, certo, direte voi, aveva uno stile americano molto marcato, ma io ho sempre apprezzato le novità,e soprattutto quel piccolo giornale, da cui fuoriuscivano, come da un cilindro magico, ogni sorta di pensiero e idea nuova che si trovasse in circolazione nell’intero globo terrestre! Per me, che negli anni 80 andavo a Liceo, era una fonte inesauribile di arricchimento culturale; a volte quella rivista mi ha anche aiutato ad approfondire gli argomenti più svariati
che spesso,venivano impartiti a scuola in modo piatto ed impersonale.
In fondo, sono i giornali ed i libri che ci fanno innamorare del Sapere, e non nego che sfogliando i vari articoli di quella rivista, ho imparato molto:ad amare gli aforismi, la moda,
l’attualità, e la storia di personaggi illustri antichi e moderni.So che quella piccola, ricca e piacevole rivista non potrà essere sostituita facilmente, anche se io spero che, forse un giorno, ci potrebbe essere un suo gradito ritorno. Spero che chi leggerà questo mio omaggio a “Selezione”, capirà come sia importante leggere, perchè la lettura, il sapere, le informazioni, formano le nostra mentalità, il nostro bagaglio culturale, la nostra visione delle cose…e come dice un vecchio adagio:
“DIVENTA QUELLO CHE SEI IMPARANDO”

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