Belen, facebook e il latino


Alzi la mano chi ricorda la perifrastica. Un po’ confusi da Belen? Non avete studiato latino a scuola? Peccato, perché non sarà un vero e proprio ripasso o una vera e propria scoperta, ma da oggi potete persino scegliere di avere la vostra interfaccia di Facebook in latino.

Un modo sicuramente inusuale per avvicinarsi ad una delle lingue più antiche mai esistite. Sì, oggi il latino è più vivo che mai: potete ricevere la vostra invitatio in gregem (invito ad un gruppo), leggere le vostre epistulae (ovvero le vostre email) e nel locutorium (la chat) parlerete con i vostri amici.

Azzardiamo l’ipotesi che sia stata questa innovazione di Facebook ad ispirare i creativi di Tim per gli spot in onda in questi giorni, interpretati da Christian De Sica e da Belen Rodrigruez, irresistibile latina (nel senso di america latina): lui padre di un alunno, lei improbababile insegnante.
Insomma, su vecchi e nuovi media (media, altra parola latina, basta non leggerla all’inglese con la e pronunciata i) si torna a parlare una lingua che sembrava relegata a qualche circolo di intellettuali e ai pochi banchi di scuola dei licei classici.

E qui azzardiamo la seconda ipotesi. E cioè che Facebook stia invecchiando, nel senso che il popolo di Facebook sembra non essere del tutto giovanissimo: mamme e papà entrati sul social network magari solo per monitorare le amicizie dei figli, che per salvarsi migrano su Twitter; adulti che cercando i loro vecchi compagni si ricordano i bei tempi della scuola, quando il latino era fin troppo presente.

Ipotesi azzardate? Voi che ne pensate? Quid cogitatis de hoc?


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Commenti

Cari amici,
si vultis Latine loqui vel scribere facite hoc saltem emendate. Sic verbum “loqutorium” erroneus est: recte scribitur LOCUTORIUM.
Valete
Darius

Vedo che tenete in seria considerazione le osservazioni che si mandano!! Così nel testo non è stato ancora corretto quello sgorbio di loqutorium che va correttamente scritto locutorium.
Un’altra osservazione che desidero fare è A proposito dell’uso della parola GREX (Cfr.”INVITATIO IN GREGEM”). A parer mio è meglio usare le parole CONGREGATIO, CONGRESSUS, MANIPULUS (se c’è poca gente). E’ vero che congregatio deriva da grex, ma almeno storicamente può aver avuto un significato di uguaglianza tra i pari. Peraltro da grex deriva anche la parola GREGARIUS, ma indica subordinazione a uno che comanda. C’è forse qualcuno che comanda? Invece la parola congressus deriva da congredior (cum + gradior). Questa parola indica effettivamente parità. Ben dovevano saper il latino i Padri Fondatori degli USA, che hanno chiamato il loro parlamento CONGRESS.
Inoltre si scrive correttamente INVITATIO AD CONGRESSUM, perché il verbo invito va con ad + acc.; si può anche scrivere INVITATIO CONGRESSU
Saluti
Dario

Gentile Dario, ci perdoni. In effetti la parola locutorium va scritta con la c e non con la q, si tratta di un refuso. Per quello che riguarda le altre sue giuste osservazioni, non dipende da noi, ma dalla versione proposta da Facebook. Il quale Facebook, converrà con noi, ha comunque il merito di non farci dimenticare la ricca lingua da cui è nato l’italiano

Dov’è finito il commento allo strafalcione invitatio in gregem?
Era scomodo?
Dario

Come abbiamo già detto nella risposta al suo commento precedente, abbiamo corretto l’errore che ci riguardava. Non possiamo ovviamente correggere le scelte di Facebook, di cui non siamo in alcun modo responsabili.

Allora ho capito bene: si tratta di un grex non di un congressus.
Ergo, c’è chi comanda e chi subisce.
Alla faccia della democrazia e dell’ignoranza.
Valete
dari obazec

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