Happy birthday turco: incontro fatale
photo credit: seandodson
Sapete quando siete all’aeroporto ad aspettare il volo senza fare niente, e siete lì magari da un’ora o due ed improvvisamente vi ricordate di dover comprare qualcosa, proprio mentre stanno per imbarcare? E’ quello che è successo a me l’altro giorno: ero già al gate e mi sono ricordata di non aver portato con me niente da leggere. Sono letteralmente volata alla non vicinissima libreria: tre minuti per scegliere un libro, ma vi rendete conto?
Ho dovuto adottare dei criteri drastici, in parte quelli che uso sempre (anche per evitare di saccheggiare gli scaffali con volumi molto eterogenei). Ho cercato innanzitutto di associare un genere al mio stato d’animo del momento e questo è stato facile perché sette volte su dieci mi sento attratta da buoni gialli. Poi penso al luogo dove prevalentemente leggerò il libro:i volumi di ottocento pagine, che pesano dieci chili, non sono esattamente la lettura piu’ giusta da portarsi in aereo.
Quindi, un giallo, agile nel formato. Ancora poco e restano due minuti e mezzo. Chi ama leggere sa anche che i libri emanano un profumo tutto loro, e che i colori e la consistenza della copertina hanno un loro peso nella scelta. Non vi scandalizzate: in un minuto e mezzo (tanto me ne restava) non potevo certo andare a cercare un autore specifico. In mezzo a centinaia i volumi e con una fretta terribile, mi sono lasciata guidare dalle parole, che per una copywriter hanno un’autorità indiscussa. E’ così che mi è balzato all’occhio un titolo Happy birthday, turco! Incontro fatale: il mio volo, se mai riuscirò a prenderlo, è diretto a Istanbul. Solo quando ero in fila alla cassa, leggendo il risvolto, mi sono accorta che il libro era ambientato in Germania. Ma il titolo mi aveva conquistata e tanto è bastato: potere delle headline!
Per la cronaca, nonostante tutto la mia scelta è stata perfetta: un libro scritto da un diciannovenne, Jakob Arjouni, fluido, sarcastico, avvincente. Un’ottima lettura, non solo in aereo ma anche seduta in un locale di Ortokay, sorseggiando un tè turco.
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