Scrivere a mano, scrivere al computer
Dal sito del NaNoWriMo, Linda Barry fa un interessante intervento che ci piace condividere con i nostri lettori.
Scrivere una storia a mano, con carta e penna è diverso che battere i tasti su una tastiera. Innanzitutto non c’è il tasto “cancella” per cui non si possono eliminare le parole e le frasi di cui non ci sentiamo sicuri, ma che potrebbero essere invece molto valide.
Scrivere a mano comporta anche il coinvolgimento di molte parti del cervello che vengono utilizzate nel racconto in relazione a tempo, luogo, azione, personaggi, i loro rapporti. La nostra parte conscia e quella inconscia sono coinvolte e attive.
La scrittura a mano è come camminare, invece di andare in macchina. E’ più lenta, certo, ma permette di accorgersi di particolari a cui non è possibile fare attenzione se siamo in relazione con una macchina: è come avvertire l’odore di fumo se è scoppiato un incendio, o sentire qualcuno che ci chiama per nome, sottovoce.
Questo renderà la scrittura più come vivere e meno come guardare la televisione.
Linda tocca anche il problema della rilettura e fa una osservazione che condividiamo in toto: prima di decidere il destino di quello che abbiamo scritto, nel bene o nel male, è preferibile aspettare almeno 24 ore. 48 è meglio, una settimana ancora meglio. Certo, viene da pensare che difficilmente la scrittura pubblicitaria permette tempi così dilatati, quindi, nel caso, è opportuno gestire i tempi in modo da avere almeno 24 ore di sospensione, in cui il testo ha modo di riposare e di lasciare sul fondo le “scorie” da eliminare.
Scrivere a mano o al computer, quindi? Qualunque sia la vostra scelta, buona scrittura a tutti!
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Scrittura a mano!! Sempre e comunque!!