Sii reale, sii kiwi: una testimonianza dalla Nuova Zelanda

 

La bibita L&P sostiene il cricket neozelandese

La bibita L&P sostiene il cricket neozelandese

La nostra rubrica Vita da Copy prosegue dopo le testimonianze dalla Cina e dal Nebraska (USA). Oggi postiamo un interessante intervento di un copywriter neozelandese, Will Roffe.

 

Kia ora (ciao) dalla Nuova Zelanda.

Tutti in questo settore devono affrontare sfide di qualche tipo. Dalla scelta della carne da accompagnare al purè di patate per cena; al modo di mettere i bastoni tra le ruote del dipartimento del servizio clienti e ostacolare il suo tentativo di dominare l’agenzia pubblicitaria. Sì, certo!….come se fosse possibile!

Secondo dove vivete, ciò che avete appena letto, potrebbe avere un senso proprio come potrebbe avercelo un prete che vada ad una gara di macchine da scontro, un drag racing, vestito come una drag queen, una domenica, di mattina. Il mio post, e la mia continua sfida si riferiscono ad un contesto locale. Non di inesattezza grammaticale o spelling.

Quando i budget di pubblicità e comunicazione diminuiscono (uno stato di follia creato generalmente da una crisi economica mondiale) molte grandi aziende, ricorrono a mezzi pubblicitari esteri (nel nostro caso ci riferiamo all’Australia o agli Stati Uniti). Se queste compagnie vogliono compiacere le loro agenzie locali, probabilmente lasceranno che queste ultime assumano talenti locali per doppiare le voci. Quei clienti, cui non potrebbe importare di meno di far lavorare persone del posto (persino se sono artisti), faranno un campagna così come viene. E alcuni altri clienti fanno lo stesso anche in situazioni finanziarie migliori. Alla grande!

 

I dialetti , lo humor, eccetera esprimono il marchio di fabbrica di ogni società,  o della cultura che ci circonda e che ci corre nelle vene. Tu ti identifichi  con persone e situazioni che riconosci e apprezzi. Ti rivedi nelle situazioni che ti vengono presentate. Uno dei nostri compiti come “comunicatori” è di identificarci con il nostro pubblico, per far breccia in quella sfumature e far sì che in esse si identifichino anche i nostri clienti; così che loro continuino a vendere prodotti e servizi,  e noi ad avere un lavoro. Allora perché alcuni dei clienti che noi serviamo preferiscono allontanare quello stesso pubblico a cui sperano di vendere, mettendo in pericolo l’industria locale e forse anche il loro stesso business? Voglio dire…hey?

Una pubblicità che ha un innegabile marchio Kiwi su questo argomento, riguarda un soft drink chiamato L&P  (della Coca-Cola). Le loro campagne pubblicitarie sono brillanti esecuzioni  di un’era passata della Nuova Zelanda, dove tutti sapevano tutto di tutti e anche tanto di niente.

Queste campagne usano uno humor che esprimono perfettamente la psicologia Kiwi ( il Neozelandiano). Frasi come “un mondo famoso in Nuova Zelanda” o “ un mondo famoso da secoli” sono espressioni che ammiccano a noi. Noi viviamo alla fine del mondo e molte popolazioni non sanno nemmeno che esistiamo. Così ridiamo del fatto che  per chiunque altro non siamo poi così importanti. Ci scompisciamo anche per cose che sono semplicemente “Kiwi”. Noi possediamo quelle cose. Sono una grande parte di quello che noi siamo e da cui veniamo. Forse la L&P ha finalmente dato il calcio d’ inizio ad una presenza  nazionale. Felici di essere Kiwi. Ma sto divagando.

L&P riconosce che i “Kiwi” sono un mucchio di persone orgogliose cui piace prendersi in giro, perché un po’ di “vita dura” e di battute sfacciate, sono uno sport sano, amico. “ Forgiano il carattere, compagno!”

Non molte industrie lo sanno. Non sanno cosa vuol dire essere un Neozelandiano, e ovviamente noi non sappiamo com’è essere un australiano o un americano o un italiano. A meno che non abbiamo vissuto e respirato quelle culture non potremmo mai capirle, e permettetegli di venderei i  loro prodotti alla loro gente.

Di sicuro esistono idee universali che superano i confini, ma se stai cercando una comunicazione one to one, con mercati frammentati, quell’argomento viene limitato e solo a pochi e selezionati settori.

Così, dico io, se vuoi vendere alle masse più prodotti, segui quello che sai fare, quello che ami e conosci molto bene. Soffermati sulla località del prodotto e non solo sopravviverai, ma al tuo pubblico piacerai di più proprio per questo. Il “Mi piace!” diventa “L’adoro!” e otterai un brand che durerà più a lungo dei nostri sogni e delle speranze di un’esistenza migliore.

Ciao,

Will Roffé

www.copywriter.co.nz


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