Il panettone, sceglietelo dallo spot

photo credit: yuichi.sakuraba
Vi state preparando a gustare il più tradizionale dolce natalizio, il panettone? Vi aggirate tra i banchi dei supermercati in cerca dell’offerta più allettante? E quanto vi fate influenzare dalla pubblicità nella scelta e nell’acquisto?
Questo post pre-natalizio è dedicato al panettone e agli spot che da un po’ affollano gli spazi pubblicitari televisivi. Nessuna grande novità da segnalare, è tutto un luccicare di stelline, di babbi natale, di bambini e famiglie felici. Nessuna grande novità neanche nei tormentoni festivi che ormai ci perseguitano da alcuni anni; semmai è interessante fare una considerazione sulla strategia che sta dietro gli slogan. Sostanzialmente possiamo identificare due filoni: il primo è quello che punta sulla qualità intrinseca del prodotto e della sua composizione. A questo filone appartengono il “piano piano, buono buono” di Maina, che punta sulla lentezza della lavorazione “artigianale” e “Morbido Natale” di Motta, dove la caratteristica principale è la morbidezza del panettone.
C’è poi la Bauli, che con una campagna da 10 milioni di euro segue il secondo filone, quello tutto emozionale. E anche forse il più discutibile, con il jingle che intona “A Natale puoi…”. Discutibile perché il messaggio che passa è che solo Natale sia dedicato alle azioni “speciali”. Discutibile, perchè “si può fare di più per noi”. Alla faccia delle Onlus che si sfiatano in questo periodo di feste per cercare di raccogliere fondi che aiutino non noi, grassi consumisti, ma i più poveri e dimenticati del mondo.
In tutto questo, il popolo di Facebook, come prevedibile, si schiera. Ecco il gruppo contrario alla pubblicità Maina e quello che invece odia lo spot Bauli. Neanche il Natale riesce a mettere tutti d’accordo. Voi che ne pensate?
Tags: a natale puoi, bauli, discutibile, facebook, gruppo Facebook, maina, panettone, piano piano, spot natalizio
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Commenti
E’ vero, gli spot sono invadenti e invasivi. Però permettono ai consumatori di conoscere nuovi prodotti e anche di fare scelte consapevoli. Se si impara a comprendere il linguaggio pubblicitario, si può riuscire a scoprire dove i messaggi sono deboli o poco veritieri, e dove invece hanno una funzione informativa. Ciò che è veramente negativo è accettare in modo acritico qualunque tipo di promessa.
Quanto all’aspetto economico, mi permetto di ricordare che nelle tv commerciali sono gli inserzionisti che pagano gli spazi e quindi la possibilità di mandare in onda i vari programmi. Certo, servirebbe una regolamentazione, ma questo è un altro discorso.





Oramai nessuno ci difende più dagli spots! E’ una vergogna nazionale. Per principio non acquisto nulla di ciò che viene sponsorizzato. Un mio amico mi ha detto: peccato che questi films interrompano gli spots!E NOI PAGHIAMO!