Brainstorming 2: mappe mentali no

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Creare è un pensiero tutto interiore

                                                                                                  Creative Commons License photo credit: gutter

In un post precedente  avevo parlato delle mappe mentali, come uno strumento consigliato dagli esperti per tirar fuori e organizzare le idee. L’obiettivo, nel nostro caso specifico, è quello di trovare l’idea giusta per la campagna, lo spunto per una iniziativa di viral marketing, la formulazione più originale per esprimere il beneficio del prodotto in una headline (un titolo).

Come forse ricorderete, avevo anche suggerito alcuni interessanti software per realizzare mappe mentali direttamente nel computer, in modo da poterle poi condividere con gli altri elementi del gruppo.

Tutto a posto, dunque? Basta sedersi, aprire un programma e con un clic arriva l’idea giusta? Anche se sto, ovviamente, semplificando, permettetemi di avanzare qualche dubbio. Dubbio che viene dalla pratica quotidiana con la scrittura pubblicitaria. Il problema principale è che l’utilizzo di mappe dà una progressione ad albero: da una singola idea, o da un singolo concetto si diramano altre idee e altri concetti.

Ma se lo scopo è quello di dare via libera alla fantasia, la fantasia deve essere, appunto, libera.  Non può procedere secondo una progressione prefissata, secondo uno schema che di fatto lascia alternative libere solo in due direzioni. In questo caso è molto più utile, secondo me, ricorrere al pensiero laterale di De Bono, che “presuppone l’abbandono di tutto ciò che sembra ovvio e scontato per lasciare libertà al pensiero al fine di trovare una soluzione brillante“. Tutto questo per arricchire la nostra creatività.

Come si gestisce tutta questa teoria nella pratica? Trovando un proprio, personalissimo metodo per richiamare in superficie idee e parole correlate all’argomento oggetto del nostro brainstorming: sdraiarsi e chiudere gli occhi (senza dormire, ovviamente); camminando senza meta per la città, navigando su Internet. E così via.

L’importante è rimanere focalizzati sull’argomento. Dopo un po’ di esercizio, vedrete che scoverete nuovi spunti da qualunque cosa vi capiti di vedere e di sentire. 

 

Questo post fa parte di uno degli argomenti trattati nel nostro corso di copywriting.


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