Brainstorming 1: mappe mentali sì

photo credit: ? Cishore ??•
Da dove vengono le idee? Me lo chiede Ilaria, giovane aspirante copywriter durante una dei nostri incontri di tutoring. Le spiego che la domanda è formulata male: semmai bisognerebbe chiedere come trovarle, le idee. La distinzione non è da poco. La mia teoria, e non solo la mia, è che nel nostro cervello già esiste una riserva di spunti, immagini, parole, sensazioni che si crea inconsciamente, a strati, attraverso l’ascolto, la visione, l’attenzione.
Per un creativo di professione è essenziale esercitarsi di continuo nel processo di immagazinamento di questi elementi. Tutto, infatti, può tornare utile prima o poi: una conversazione sentita in autobus o nella sala d’aspetto del dentista, una mostra visitata, le foto della prima comunione. Io la chiamo la dispensa delle idee. E’ come avere una dispensa piena di ingredienti diversi, che da soli valgono poco o niente ma messi insieme, nelle giuste dosi e nella combinazione perfetta, producono una ricetta gustosa e inimitabile.
Dunque, le idee per una campagna si trovano già dentro il nostro cervello. Sembra una buona notizia ma non lo è del tutto. Il passo successivo è portarle alla luce attraverso un processo di associazioni e collegarle nel modo più stretto e preciso possibile con il brief creativo. La tecnica più comunemente usata è quella del brainstorming, o “tempesta di cervelli”, una seduta in cui si mettono in attività i neuroni per tirare fuori i concetti e le immagini collegate al brief. Si può fare da soli o in gruppo, dipende dalle circostanze, dal tempo a disposizione, dalle risorse disponibili e dal tipo di lavoro creativo da svolgere.
In ogni caso, gli esperti raccomandano di non andare allo sbaraglio, ma di utilizzare strumenti collaudati come le mappe mentali. Per saperne un po’ di più vi consiglio di andare su mappementali.com una vera e propria autorità nel settore. Da qui prendiamo la definizione di mappe mentali:
“Una mappa mentale consiste in un diagramma nel quale i concetti vengono presentati in forma grafica: l’idea principale si trova al centro dello schema, mentre le informazioni e dettagli di approfondimento vengono legati secondo una geometria radiante via via verso l’esterno. Le mappe mentali si caratterizzano rispetto ad altre modalità di rappresentazione per l’enfasi posta: sulla struttura gerarchico-associativa delle informazioni; sull’uso di elementi di notevole impatto percettivo come i colori e le immagini, che stimolano la creatività del produttore e catturano l’attenzione del lettore”.Dunque le mappe mentali scritte a penna o a matita colorata aiutano la memorizzazione e in qualche modo stimolano il cervello. Tuttavia esistono dei software che semplificano la procedura e rendono tra l’altro accessibile in un formato digitale i percorsi creativi. Uno dei migliori, in inglese è TheBrain ma ce ne sono anche altri, da provare, come MindManager.
Sono efficaci questi software? In attesa del prossimo post sull’argomento, vi invito a provarli per il vostro prossimo brainstorming. Ne riparleremo.
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