Staycation: la sintesi non va in vacanza

William the diver
Creative Commons License photo credit: Grozz

Continuo a ricevere email di fornitori che mi informano sul fatto che ad agosto rimarranno aperti o, al massimo, chiuderanno per i pochi giorni di ferragosto. Solo un paio di anni fa le email erano di tutt’altro tenore, con chiusure estive che andavano da un minimo di due ad un massimo di quattro settimane.

La crisi ha cambiato il nostro modo di lavorare e di andare in vacanza: diminuiscono i giorni, i viaggi diventano più brevi e per qualcuno non ci sono affatto. Se ne sono accorti gli americani che, puntuali come sempre, hanno tirato fuori una nuova parola per indicare il fenomeno: staycation, ovvero la vacanza di chi sta a casa.

Beati i copywriter di lingua inglese, per loro il lavoro è tutto in discesa. Una parola sola, subito facilmente comprensibile, e il gioco è fatto. Pere esprimere lo stesso concetto noi copywriter italiani dobbiamo usare almeno tre o quattro parole: staycation è “vacanza in casa”, “vacanza senza muoversi di casa”. E poi questa finale in “ation” si presta a rime, assonanze, giochi di parole, che in italiano diventano molto più difficile e complicati.

Certo l’italiano, con la sua costruzione così solida e articolata dà forse una maggiore possibilità di esprimere più esattamente il pensiero, ma resta il fatto che ci stiamo portando dietro un fardello forse inutile di particelle grammaticali che rischiano di far diventare la nostra lingua un poì obsoleta nel mondo della sintesi a tutti i costi.

Cosa ne pensate? Se avete una bella e sintetica traduzione per staycation che, per dirla con Umberto Eco dica quasi la stessa cosa, inviatemela, sarò felice di pubblicarla.


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Commenti

Staycation, avevo questa parola nel mio esame di traduzione da inglese in italiano. Non sapevo proprio come tradurla!
Questo perche’ come scrivi tu, in italiano abbiamo bisogno di 3 4 parole per esprimere qualcosa che gli inglesi fanno con una sola! Adoro la tua “vacanza senza muoversi di casa”. Non so so esiste una migliore traduzione

Mi sto per l’appunto arrovellando, anche perché il termine non è inserito in un paragrafo discorsivo ma è un bel titoletto (che fortuna, eh!). Che te ne pare di vaca-sa? Ho paura che non sia altrettanto immediato…

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