Ecologia linguistica, ovvero le nuove parole della comunicazione
Cosa avete cinguettato oggi ai vostri amici? E le idee che volevate condividere sono andate ronzando per il web, fino a diffondersi in un moto che sembra inarrestabile?
Appena poco tempo fa queste domande sarebbero sembrate a dir poco bislacche. Ma il web ci ha abituato a cambiamenti repentini, con nuove abitudini pronte a sostituirsi alle precedenti e a diventare a loro volta superate in pochissimo tempo.
Oggi parliamo delle nuove parole della comunicazione, come il cinguettìo di twitter o il buzz (dal ronzìo delle api) del nuovo marketing basato sul passaparola. Sono parole semplici, naturali, verrebbe da dire ecologiche, nel senso che ci riportano ad un mondo reale dove gli uccellini cinguettano e api operose svolazzano di fiore in fiore per produrre miele. Sembra quasi che si voglia riscoprire una natura da cui il web e la realtà virtuale ci tengono ostinatamente distanti. Ecologia linguistica da terzo millennio.
E poi c’è la parola più bella di tutte, o almeno quella che un tempo era così: amicizia. Chi trova un amico, trova un tesoro si diceva una volta. Oggi, bene che vada, chi trova un centinaio di amici (gente che spesso non conosce neanche) si ritrova sommerso da una valanga di comunicazioni spesso inutili. Da particolari sulla vita intima di perfetti sconosciuti su cui è obiettivamente difficile essere coinvolti più di trenta secondi.
E allora, a proposito di ecologia linguistica: non credete che sia arrivato il momento di fare un po’ di pulizia e di smetterla di “sporcare” i muri dei nostri amici di facebook con battutine trite e ritrite, inviti a test o giochetti? E magari di fare una bella selezione e ritrovarsi tra amici veri, ma veri per davvero?
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