Copywriter: il vocabolario deve essere buono

Qual è il principale strumento di lavoro di un copywriter? Se avete dei dubbi, gustatevi letteralmente questo video: il protagonista è Tyler Riewer, copywriter di una agenzia molto creativa, la Archrival, a Lincoln, Nebraska (Stati Uniti).


Che lo mangiate o no, un buon vocabolario, nel senso di dizionario, è essenziale per chi scrive di professione. Serve non solo a ricordarci che non siamo infallibili nella conoscenza della lingua e della grammatica, ma anche a rispolverare qualche vecchia regoletta delle elementari. Come “qual è”, che non si scrive con l’apostrofo, mai!

Ovviamente lo Zingarelli è un classico. Io amo molto anche il Devoto-Oli e naturalmente il vocabolario Treccani. Un discorso a parte meritano i dizionari dei sinonimi e contrari, di cui sconsiglio vivamente l’utilizzo ai copywriter in erba. Dizionari di questo genere propongono alternative, è vero, ma generalmente non precise e con effetti a volta esilaranti: provate a cercare su homolaicus.com i sinonimi di pubblicità e troverete diffusione e propagazione. Ma chi direbbe “Sono un copywriter, lavoro nella propagazione?”


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Commenti

ops,
io ho sempre sbagliato allora :)

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