Quando la parolaccia fa audience

Alzi la mano chi non ha mai detto una parolaccia, anche una piccola piccola, di quelle che “quando ci vuole ci vuole”! Ma quando la parolaccia, da privato modo colloquiale, sia pure molto diffuso, diventa lo standard del linguaggio nei mass media?

Prendiamo due delle più seguite trasmissioni di Canale 5: al Il Grande Fratello la bestemmia avanza insieme al turpiloquio che contagia anche – nientemeno - l’autorevole giuria del serale di Amici dove una Mara Maionchi senza bip si esprime con il “garbo” che le è congeniale. Questo al suo esordio ospite di Maria, vedremo questa sera cosa sarà capace di fare . E in mezzo c’è la polemica che scoppia, i talk show che ne parlano per ore, i giornali che prendono le distanze (in realtà non prendendole affatto, visto che ne parlano così diffusamente). E poi c’è Mediaset che, dopo aver fatto incetta di pubblico (scandalizzato, per carità da tanta profusione di parolacce), manda un comunicato ufficiale dicendo che non può accettare la bestemmia in tv. Per proteggere la sensibilità dei telespettatori, beninteso.

Mi viene un dubbio: i bambini che si vuole proteggere dalle parolacce, non saranno per caso più a rischio di fronte alle scene che queste trasmissioni ci propinano piuttosto che ad un innocuo “vaff…” che magari hanno già sentito dire chissà quante volte da mamma e papà?


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