Scoppia la polemica. Ed è subito notizia.
Avete notato? Qualunque cosa succeda in questo paese c’è sempre un giornalista pronto a comunicarci che è scoppiata una polemica. Di polemiche ne scoppiano generalmente alcune al giorno: una semplice ricerca su google restituisce 529000 risultati, ma c’è da scommettere che lo scoppio provoca quotidianamente buchi di dimensioni molto più grandi.
Le polemiche scoppiano per il limite di velocità, per le cartelle delle tasse impazzite, persino per una dichiarazione polemica buttata là in una calda giornata d’estate. Dite un argomento ed ecco bella pronta la polemica innescata.
Quello che ci interessa qui, però, non è misurare l’entità del danno, quanto capire se questo uso smodato ed eccessivo di una frase ad alto potenziale esplosivo sia un bene o un male per la comunicazione. Certo, l’espressione ormai è logora come un vecchio pullover consumato ai gomiti ma forse proprio per questo è utile e necessaria.
Come il vecchio maglione dal quale ci separiamo a malincuore perchè ci siamo affezionati come Linus alla sua coperta, l’espressione codificata ha la funzione di incanalare l’attenzione e di restringere il campo dell’informazione. Il rovescio della medaglia è la grande pigrizia che nasconde: molti professionisti dell’informazione (così come molti professionisti della pubblicità) preferiscono percorrere strade collaudate piuttosto che lanciarsi in un uso nuovo e più flessibile della lingua: quello sì, sarebbe davvero esplosivo. Cosa ne pensate?
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[...] delle polemiche che scoppiano periodicamente sui mezzi di informazione, abbiamo già scritto in un post recente. Ancora una volta vorrei affrontare l’argomento da un punto di vista di pura [...]