Parole dimenticate, parole ritrovate: Polaroid
Ricordate le vecchie foto che si facevano negli anni 80? Le istantanee in copia unica sputate da macchine fotografiche ingombranti, che si sventolavano per qualche secondo per farle asciugare? Sì, le famose Polaroid. La tecnologia digitale le ha rese obsolete e così la grande fabbrica al centro di Enschede, una città industriale nell’Est del Paesi Bassi che impiegava 1200 operai ha deciso di chiudere i battenti, con grande delusione degli amanti di queste foto cult. Ma dodici di questi operai sono rimasti: il più giovane ha 51 anni, tutti contano tra i 23 e i 34 anni di anzianità. Sono lì per lavorare ad un progetto che sembrava impossibile solo a pensarci, cioè riportare in vita il glorioso marchio che è diventato un cult tra gli amanti della fotografia. Una specie di “missione impossibile” ed in effetti la sfida si chiama proprio The impossible project.
Nel frattempo la casa madre Polaroid ha imventato un sistema per stampare le foto istantanemante direttamente dal telefonino. Dunque se ormai è diventato obsoleto dire: “Ti faccio una Polaroid”, non lo sarà più “Ti stampo una Polaroid”. Cambia il verbo, ma la parola è sempre la stessa. E allora, perchè non riscoprire parole dimenticate come disco (un cd in fondo ha la forma di un disco) o registratore? Certo, la lingua si evolve, ma non sembra anche a voi che a volte, in tutto questo vortice di neologismi, sia bello riappropriarsi di qualche parola che fa parte del nostro immaginario e della nostra storia?
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