Messaggio e superfici

Par(t)ente

messaggio su un post-it

 

Dove avete scritto il vostro messaggio più importante? Quello meno importante? E quel memo sul latte da comprare? Sicuramente tutti questi messaggi sono stati scritti su superfici diverse. Il foglio di una lettera, un fazzoletto di carta, il mobile buono di mamma. Forse il messaggio che abbiamo scritto, ha assunto o perso in significato o in valore a seconda di dove l’abbiamo scritto. Se scrivo sul tavolo di un ristorante “telefonare a Claudia domani”, ho reso il mio messaggio (che era privato), pubblico? Quello che all’inizio era un messaggio solo per me e momentaneo, è diventato una scritta indelebile alla vista di molti, quindi evocativa per ognuno di qualcos’altro? Oppure ho semplicemente rischiato di suscitare le ire del proprietario del locale?

Creative Commons License photo credit: piermario

Molti delegano al freddo e grigio cemento dei marciapiedi il compito di dichiarare il proprio amore, alla lapide la loro immortale dedizione al ricordo e all’affetto, ai palloncini di urlare l’occasione di un giorno speciale, di qualcuno che forse, le sue prime parole, non le ha ancora immaginate.

Un messaggio scritto sulla superficie giusta può cambiare una vita, come può farlo uno scritto sulla superficie sbagliata. A volte scriviamo di proposito un messaggio importante su superfici denigranti per il suo valore, a volte non abbiamo scelta, a volte non c’è superficie che potrebbe esaltare il significato delle nostre parole nella stessa misura in cui le abbiamo pensate. Sono le parole più sfortunate, dovranno piegarsi ad essere dette. A volte non è lo stesso.

La frase, le iniziali sulle panchine di un parco, o sui muretti della scuola, hanno ancora in sè la voglia di lasciare una traccia, la testimonianza di quel qualcuno che era lì in quel momento  o è solo il gesto che ha valore? A volte scegliamo di proposito di scrivere un messaggio su una superficie che subirà gli effetti del tempo. Sappiamo che il nostro messaggio verrà cancellato, da altri, non da noi, così noi ci assumiamo solo la responsabilità di quello che abbiamo scritto, non della sua permanenza.

A volte capita, però, che alcuni abbiano  la capacità di avere parole che sanno tagliare quei confini , e il loro messaggio sarà ricordato per questo, comunque, che lo vogliano o no. Altre volte ancora il verbo vola, e allo scritto che vorrebbe raggiungerlo, le ali rimangono incastrate, incollate dentro un recinto di superficie che molto spesso non ha scelto lui, e dove, quindi, rimarrà.


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