Messaggi indimenticabili

Nella libreria pubblica di New Orleans è stata data prova di quanto un evento di registrazione, considerato comune secoli prima, sia diventato un messaggio visuale narrativo di imperdibile valore per tutti, oggi. Nella città che ospitò per prima i primi bagliori dell’avvincente scalata industriale di un intero paese, una meno nota parte di popolazione, quella degli individui ai margini della società di allora, come le prostitute e i venditori occasionali porta a porta così come i poveri, costretti al vagabondaggio e alla pratica del furto per la sopravvivenza, veniva a contatto in tutta la sua consistente varietà in un luogo comune: Il municipio distrettuale per le archiviazioni e le pratiche legali. Foto di volti, di abiti, di giorni, di emozioni intrappolate in un momento comune che classificava questa persona o quella, relazionandola per sempre ad un suo crimine commesso, sono gli strumenti che oggi ci regalano il ritratto di personaggi viventi, umani, vissuti al margine dell’umanità, testimoni e messaggeri della loro stessa epoca che con i loro sguardi ci raccontano di quegli attimi e della loro epoca come se fosse oggi. Queste foto come altre di altre collezioni memorabili e simili ci ricordano di qualcosa dato per scontato forse. Raccontare qualcosa attraverso le immagini non ci separa del tutto come categoria dal raccontare con le parole. La scelta ricade a volte e in entrambi casi, su fatti già esistiti come su testi già esistenti. Entrambi gli strumenti ci riconducono al solo scopo della comunicazione.  Uno scopo unico nel suo genere ma destinato, a chiunque ne riesca a cogliere la migliore espressione, nel suo significato.


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