Il web, strumento inutile per l’evoluzione della società

Triangular Thoughts
Creative Commons License photo credit: DistortedSmile

Ricevo dalla mia maestra copy l’invito a scrivere due righe in più in proposito di un breve messaggio che ho lasciato su facebook. L’invito è assai gradito per tre ragioni: 1) la considerazione riservatami da una delle copy che ha fatto un pezzo di storia della pubblicità in Italia; 2) l’aver fatto brevemente riflettere qualcuno su dei temi che sembrano marginali ma che invece investono la vita sociale italiana pesantemente; 3) l’avermi costretto per la prima volta a scrivere in un blog, cosa che contraddice in parte il contenuto del messaggio stesso postato su facebook e che quindi mi pone in conflitto. E la cosa mi interessa.

Dunque il concetto era questo: l’informazione e il suo uso sul web. Ovvero mentre “off-line” la comunicazione usa l’informazione, cioè l’invio da una fonte ad un destinatario di un messaggio è strumentale alla risposta del destinatario affinché la fonte modifichi il proprio comportamento in base alla risposta ricevuta, on-line si sta sempre più affermando l’informazione come bene che si copia/incolla per un uso esclusivamente commerciale sui blog, facendo prevalere la potenzialità quantitativa del mezzo (il web) più che del sistema (Internet).

Il primo è ciò che vediamo davanti ai nostri occhi in questo momento, il secondo è la possibilità (molto interessante e poco sperimentata invece) di poter iniziare a conoscere individui diversi tra loro sparsi sul globo. Ora l’uso e l’invio dell’informazione quando questa è strumento per la comunicazione, comporta una elaborazione su un tema ed ogni tema è oggetto di un conflitto (uomo/donna, giovane/vecchio, destra/sinistra, e così via, per fortuna) con la scelta da parte dell’emittente della posizione da prendere nel conflitto.

L’uso dell’informazione permette così la convocazione (la chiamata) dell’altro che altrimenti resta disinteressato rispetto alla fonte dell’informazione. La convocazione produce l’interesse a conoscere la storia, le passioni, l’ambiente della fonte attivando il processo reciproco per creare un legame (anche solo su un tema) tra fonte e destinatario: la comunicazione è compiuta ed è ciò che permetterà nel suo ampliarsi in ogni ambito, l’evoluzione della società in cui si sviluppa.

Ora tutto questo con l’uso commerciale dei blog e l’uso di presunta strategia del web da parte delle aziende, viene oltrepassato, restando solo l’invio dell’informazione. Il web quindi si sta rivelando un strumento totalmente inutile per l’evoluzione della società. Fino a qualche tempo fa il conflitto era tra comunicatori e giornalisti perchè i secondi si reputavano paladini dell’oggettività e i comunicatori paladini della soggettività. Oggi invece la carta stampata sta diventando l’unico strumento che permette ancora l’uso dell’informazione a fini di comunicazione (cioè per convocare l’altro). Siamo quindi agli albori di una nuova alleanza tra chi è stato sconfitto dal marketing (i comunicatori) e chi sta in crisi per l’uso che viene fatto del web (i giornalisti della carta stampata)?

Il lettore di questo blog però si faranno un’altra domanda: “che c’entra tutto questo con il copywriting e soprattutto il saper scrivere?”.

La scrittura è prosa e poesia e per convocare occorre:

1) individuare il linguaggio adatto;
2) saper destare interesse.

In pratica occorre saper spiegare e meravigliare.
Conclusione: c’è bisogno di preparazione.

Robert Hassan
Senior Partner di Alè & Partners Comunicazione


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Commenti

Innanzitutto grazie per il tuo guest post, Robert. L’ho pubblicato volentieri perché secondo me tocca un argomento non marginale nel grande dibattito che si sta svolgendo su informazione, comunicazione, dialogo nell’era del web 2.0 (e oltre). A mio parere si riflette troppo sulle tecniche per diffondere le notizie e poco sulla funzione che queste notizie hanno come “oggetto” della relazione che si instaura tra emittente e ricevente.

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