Globalizzazione e comunicazione

 

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Creative Commons License photo credit: xcode

Se siete tra quelli che pensano che la globalizzazione abbia reso i processi di comunicazione piu’ fluidi e univoci, fareste bene a pensarci due volte. Infatti se i negozi e i centri commerciali di tutto il mondo ormai vendono le stesse linee di prodotto, soprattutto pe un target giovane, dall’abbigliamento alla musica, dall’iphone all’hamburger, molto c’e’ ancora da fare per superare le barriere linguistiche e culturali e per realizzare una vera e propria integrazione anche sul piano della comunicazione. Ammesso e non choncesso che questo sia un obiettivo utile da raggiungere.

Ieri mi trovavo in un grande magazzino nella Chinatown di Singapore. Esposizione scintillante, grande sfarzo di prodotti di famose firme internazionali, lunghe file alle casse. Non fosse stato per alcune scritte in cinese e malese, si poteva facilmente pensare di esere a POarigi poiuttosto che a Chicago o a Milano.

Il commesso, cinese, mi accompagna alla casse e, con una cortesia tutta orientale, aspetta che abbia completato il pagamento prima di salutarmi con un inchino. Mente aspetto, il mio sguardo e’ attirato da una scatola poggiata sul bancone della cassa, con un servizio di posate di una celebre casa svedese e un cartello che dice piu’ o meno: “Colleziona i punti e porta a casa questo elegante servizio di posate!”.

Per abitudine, quando sono all’estero, mi soffermo sempre a cercare di capire i meccanismi pubblcitari e promozionali delle iniziative che vedo perche’ c’e’ sempre qualcosa da imparare o, in alternativa, si trovano conferme. Qindi, indicando l’angolo promozionale, chiedo al commesso, in inglese ”Come funziona?”

Dopo un breve scambio di battute in cinese con la cassiera, il commesso mi informa che “questo si chiama coltello, puoi cucinare una bistecca intera e servirla intera: con il coltello ogni commensale puo’ tagliarla a pezzi e mangiarla”. Che rivelazione! Tutto mi sarei aspetta meno che qualcuno mi spiegasse, invece che il regolamento di una promozione, a cosa servono le posate. Evidentemente qui, nella Chinatown di Singapore, l’uso di cucchiaio, coltello e forchetta invece delle bacchette e’ qualcosa ancora molto lontano da una abitudine diffusa e condivisa.

E’ solo un piccolo episodio, ma fa riflettere. Su questa base, pensate che sia possibile proporre lo stesso messaggio in ogni parte del mondo?

 

Per la cronaca. Con 30 dollari di Singapore di spesa (circa 15 euro) e un’altra trentina di euro ti porti a case un cucchiaio, una forchetta e un coltello. Li metti in tavola e fau un figurone con i tuoi amici, dimostrando quanto sei avanti nell’adottare usi internazionali.


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