Genitori e figli: ma quanto sono cattivi negli spot?




Prendi questi due spot in onda in questi giorni: Mentadent e Vodafone. Ora prendi il modello di famiglia che rappresentano questi spot. Ti riconosci? Ti piace? Lo condividi?

Premesso. Gli spot mi piacciono, mi fanno ridere ogni volta, sicuramente si fanno notare. Però… Da una parte, nello spot Mentadent, abbiamo un papà che spaventa il figlio per convincerlo a lavarsi i denti più spesso. Ma è davvero educativo? Gli esperti dicono di no, ma forse non servono neanche gli esperti a capirlo.

E poi lo spot Vodafone, con questo bambino terribile (e maleducato) che ne combina di tutti i colori. Reazione dei genitori? Sorriso di compiacimento e bacetto finale. Ok, ok, i figli non vanno spaventati, non vanno picchiati, MAI, ma un cortese rimprovero, un po’ di disappunto, un saggio avviso su come comportarsi, anche per il futuro?

Si dirà: la pubblicità esagera sempre. Ma la pubblicità fornisce modelli, così come la tv. E’ responsabilità anche dei creativi fare in modo che, fermo restando l’approccio ironico e dissacrante , non si pensi che la cattiveria sia un’arma vincente per gestire i rapporti dentro le mura domestiche.


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Commenti

ciao eliana,
prima di tutto un grande abbraccio. è un secolo che non ci sentiamo.
ho scoperto il tuo blog per caso e mi piace molto. è come avere una simpatica concersazione con te! intelligente e spiritosa!
fatti sentire! aripeto l’abbraccio!
reg

Grazie Regina! E’ un piacere ritrovarti…
Nota per i miei lettori: Regina Valletta, oltre che un’amica è una grande art director con cui ho avuto il piacere di lavorare a lungo.

Condivido il pensiero che la pubblicità debba essere presa con le pinze e con uno vena per così dire etica.
“Noi” che lavorando sul campo siamo più maliziosi e meno influenzabili dunque non subiamo i danni di una pubblicità, ma il pubblico mainstreamer o “debole” di cervello sì.

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