L’ESPERANTO: LA PIU’ DEMOCRATICA E UNIVERSALE DELLE LINGUE: PARTE SECONDA
Il principio che regola l’esperanto è quello della democrazia linguistica. Infatti, tra lessico, sintassi, morfologia, sono rappresentate le lingue più parlate del mondo. C’è persino spazio per il giapponese, anche se a fare la voce grossa sono le lingue romanze.
Un’altra caratteristica saliente dell’esperanto è la estrema semplicità grammaticale. E’ stata creata per essere imparata da miliardi di persone, quindi non esistono irregolarità e non esistono eccezioni. Grazie a tutto questo è una lingua facilmente apprendibile anche da adulti e anche dagli autodidatti: lo ha confermato uno studio.
Un altro studio ha invece rilevato che chi impara l’esperanto, riesce ad apprendere più facilmente le altre lingue.
Per chi ne volesse sapere di più ecco il manifesto ufficiale della comunità esperantista (Manifesto di Praga). Ciò che segue è invece un esempio calzante dell’efficacia di questa lingua, ossia il Padre Nostro recitato in esperanto. E’ sorprendente quanto, anche per chi non ne hai sentito parlare, sia facile intuirne il significato.
« Patro nia, Kiu estas en la ?ielo,
sanktigata estu Via nomo.
Venu Via regno,
fari?u Via volo,
kiel en la ?ielo tiel anka? sur la tero.
Nian panon ?iutagan donu al ni hodia?
kaj pardonu al ni niajn ?uldojn,
kiel anka? ni pardonas al niaj ?uldantoj.
Kaj ne konduku nin en tenton,
sed liberigu nin de la malbono.
(?ar Via estas la regno kaj la potenco
kaj la gloro eterne.)
Amen »
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