Brainstorming 3: il Brainwalking
Oggi torniamo a parlare di Brainstorming. Come ricorderete ho già affrontato questo argomento in due post precedenti, pro e contro le mappe mentali.
Il Brainstorming di cui vi voglio parlare oggi è invece una novità: si chiama Brainwalking e, come dice il nome, è un sistema che unisce il Brainstorming tradizionale al Walking, o meglio al Nordic Walking (la camminata nordica con i bastoncini che sta diventando sempre più popolare anche alle nostre latitudini).
Il Team di FIEMME FORMAZIONE ATTIVA, formato da professionisti esperti di formazione al comportamento organizzativo, consulenti di management e coach tecnici sportivi leader nelle discipline proposte, ha messo a punto format capaci di attivare portentose metafore dell’azione manageriale con schemi attivi e innovativi. Sempre più imprese, che ricorrono alla formazione manageriale, finiscono per convincersi che i metodi tradizionali tendono a risultare noiosi e poco efficaci. La formazione “attiva”, invece, consente di raggiungere gli obiettivi di apprendimento in maniera accellerata, prima che si manifestino segnali di disaffezione.
In questo senso il Brainwalking può considerarsi una vera e propria disciplina che va oltre le valenze tipicamente atletico-sportive derivanti dal Nordic Walking da cui discende, andando a toccare anche le “corde” del pensiero e più in generale dell’ attivazione di modelli mentali volti alla focalizzazione sul perseguimento di risultati.
Come ci dice Pino Della Sega, istruttore di Nordic Walking e ideatore del Brainwalking “Camminare nella natura è un modo per entrare in sintonia con noi stessi, ma la creatività dobbiamo cercarla solo dentro di noi, dobbiamo riuscire a tirarla fuori. Vi sarà capitato sicuramente che magari facendo jogging o camminando tutto ad un tratto avete trovato la giusta soluzione ad un lungo problema, in quel preciso istante voi siete entrati in collegamento con il vostro spirito creativo nel vostro inconscio. Nell’inconscio non esiste l’auto censura e le idee si intrecciano tra di loro con associazioni e schemi anche imprevedibili e spesse volte diventano creatività ed innovazione. La persona creativa è sempre davanti di qualche anno rispetto agli altri e dove questi vedono ancora buio i creativi sono già nella luce. Al giorno d’oggi la nostra mente è sempre controllata o pilotata da qualcun altro, bisogna sapersi staccare e rendere la mente libera di fantasticare e viaggiare alla ricerca di nuove sfacettature nelle cose, vederle in un’altra maniera”.
Un sistema che libera la mente e la riporta a contatto con la natura. Io lo trovo irresistibile. Voi che ne pensate?
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Commenti
Caro Gigi, visto che sono una delle persone che sta sviluppando il progetto Brainwalking, ti posso dire che sicuramente la meditazione legata al cammino non è nulla di nuovo ma il concetto del brainwalking non è legato alla meditazaione ma alla genrazione di una attività formativa vera e propria dove istruttori di nordic walking e formatori uniscono le fore per indurre una situazione di condivisione e sviluppo di idee che porta ad ottenere degli incredibili risultati. Non è la classica attività di outdoor training o di teambuilding ma è un qualcosa in più. Lo abbiamo già proposto e lo stiamo proponendo a diverse grandi aziende italiane lavorando con manager e quadri e gli stessi vertici aziendali non credevano ai risultati ottenuti. Tant’è che chi ci aveva commissionato una attività di Brainwalking ha già richiesto di sviluppare dei nuovi progetti.






Niente di nuovo sotto il sole, leggete il libro di Demetrio Duccio ” Filosofia del Camminare Esercizi di meditazione mediterranea ” , mancano solo i bastoncini