Traduzione automatica su Youtube. La sfida.
Google tiene moltissimo a Youtube e da poco le ha regalato un nuovo accessorio. La traduzione automatica. Per ora i testi sono tradotti solo in inglese, presto ci saranno altre lingue così lo strumento sarà più accessibile a tutti, e forse utile anche a coloro che hanno problemi di udito. E’ una nuova frontiera che sta tutta nella capacità dell’applicazione di udire le parole e tradurle in automatico. Le traduzioni non saranno sempre esatte ma quello che si sottolinea oggi, è il grande cambiamento nel piccolo mondo del video on line.
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Oltre l’8 marzo: donne, tv, pubblicità
Ho voluto far passare la giornata fatidica dell’8 marzo prima di pubblicare questo post. Il motivo è semplice: l’8 marzo è, a mio giudizio, una proposizione degradante della femminilità. L’8 marzo è, in sè, una ricorrenza razzista, perchè discrimina tra i sessi, perchè concede tutto alla retorica e niente alla sostanza. Donne diverse dagli uomini. Certo, ma fino a che punto?
Prendiamo il caso, ad esempio della cerimonia degli Oscar: ha senso proporre due premi distinti, per Miglior Attore e Miglior Attrice? Non ci si risentirebbe subito a proporre, invece, un premio per Miglior Attore Bianco e Miglior Attore Nero? Forse che la discriminazione tra i sessi è più accettabile della discriminazione tra il colore della pelle? Qualcuno mi spieghi, per favore, in base a quale differenza Jeff Bridges e Sandra Bullock non potrebbero contendersi, alla pari, la prestigiosa statuetta.
Di questa discriminazione, tanto sottile da essere accettata come normale non solo dagli uomini ma anche dalle donne, parla un bellissimo documentario ideato da Lorella Zanardo, una donna competente, impegnata da tempo nel disinnescare le trappole dei media e della pubblicità. In particolare riguarda gli argomenti del nostro blog la domanda che la Zanardo si pone: perchè una donna dovrebbe sentirsi attratta da un messaggio che propone una simbologia femminile creata per attrarre sessualmente gli uomini?
In un suo post la Zanardo provocatoriamente afferma: “Manca un ponte, un collegamento tra chi crea queste campagne e i potenziali acquirenti”. E’ vero. Noi pubblicitari dovremmo fare un profondo esame di coscienza a proposito, soprattutto le professioniste donne che, nel campo pubblicitario, riescono spesso ad essere più presenti e più protagoniste. Riflettere, proporre, non essere semplici esecutrici del volere di clienti, troppo spesso uomini, troppo spesso padroni di una cultura retrogata.
Come quello che una volta mi disse: “No, guardi, non ci scriva niente. Ci mettiamo un bel culo di una negra e vedrà quanto vendiamo…”. Quel giorno ho perso un cliente, senza rimpianti.
L’accademia della Crusca online, tra tradizione e rivoluzione
Qualcuno all’Accademia della Crusca deve aver aperto un profilo su Facebook e forse si è sentito mancare quando ha visto come scrive in chat la maggior parte degli internauti. I difensori della lingua pura, ma anche i non giovanissimi che hanno sudato studiando la grammatica sui banchi di scuola, provano un naturale brivido vedendo questa esplosione di k al posto di ch, di accenti che vanno e vengono, di congiuntivi coniugati con disinvoltura.
Sarà per questo che il vecchio sito dell’Accademia della Crusca si é aggiornato e propone ora un servizio interattivo di consulenza, pensato proprio per i nuovi meccanismi di informazione digitale. Uno strumento utile ed efficace, che sarebbe bene mettere tra i segnalibri del proprio browser, se non altro per cercare di recuperare un po’ di corretto uso della nostra bella lingua.
Certo, cercando tra le domandi frequenti quale sia l’esatta grafia di qual é (senza apostrofo) si legge che “si tratta di un’apocope vocalica, che si produce anche davanti a consonante (qual buon vento vi porta?) e non di un’elisione che invece si produce soltanto prima di una vocale (e l’apostrofo è il segno grafico che resta proprio nel caso dell’elisione)”. Spiegazione dotta, in puro stile Accademia della Crusca, forse un po’ troppo ostica per menti digitali.
Se poi volete mettere alla prova la vostra competenza grammaticale, tra i link suggeriti nel sito dell’Accademia della Crusca troverete anche quello ad alcuni quesiti a scelta multipla, sugli errori frequenti. Nessuno vi darà un voto, ma forse farete qualche interessante scoperta…
Tags: accademia della crusca, apocope, come si scrive qual é, elisione, Grammatica, questa sconosciuta, questa sconosciuta, scelta multipla
Ecologia linguistica, ovvero le nuove parole della comunicazione
Cosa avete cinguettato oggi ai vostri amici? E le idee che volevate condividere sono andate ronzando per il web, fino a diffondersi in un moto che sembra inarrestabile?
Appena poco tempo fa queste domande sarebbero sembrate a dir poco bislacche. Ma il web ci ha abituato a cambiamenti repentini, con nuove abitudini pronte a sostituirsi alle precedenti e a diventare a loro volta superate in pochissimo tempo.
Oggi parliamo delle nuove parole della comunicazione, come il cinguettìo di twitter o il buzz (dal ronzìo delle api) del nuovo marketing basato sul passaparola. Sono parole semplici, naturali, verrebbe da dire ecologiche, nel senso che ci riportano ad un mondo reale dove gli uccellini cinguettano e api operose svolazzano di fiore in fiore per produrre miele. Sembra quasi che si voglia riscoprire una natura da cui il web e la realtà virtuale ci tengono ostinatamente distanti. Ecologia linguistica da terzo millennio.
E poi c’è la parola più bella di tutte, o almeno quella che un tempo era così: amicizia. Chi trova un amico, trova un tesoro si diceva una volta. Oggi, bene che vada, chi trova un centinaio di amici (gente che spesso non conosce neanche) si ritrova sommerso da una valanga di comunicazioni spesso inutili. Da particolari sulla vita intima di perfetti sconosciuti su cui è obiettivamente difficile essere coinvolti più di trenta secondi.
E allora, a proposito di ecologia linguistica: non credete che sia arrivato il momento di fare un po’ di pulizia e di smetterla di “sporcare” i muri dei nostri amici di facebook con battutine trite e ritrite, inviti a test o giochetti? E magari di fare una bella selezione e ritrovarsi tra amici veri, ma veri per davvero?
Globalizzazione e comunicazione
Se siete tra quelli che pensano che la globalizzazione abbia reso i processi di comunicazione piu’ fluidi e univoci, fareste bene a pensarci due volte. Infatti se i negozi e i centri commerciali di tutto il mondo ormai vendono le stesse linee di prodotto, soprattutto pe un target giovane, dall’abbigliamento alla musica, dall’iphone all’hamburger, molto c’e’ ancora da fare per superare le barriere linguistiche e culturali e per realizzare una vera e propria integrazione anche sul piano della comunicazione. Ammesso e non choncesso che questo sia un obiettivo utile da raggiungere.
Ieri mi trovavo in un grande magazzino nella Chinatown di Singapore. Esposizione scintillante, grande sfarzo di prodotti di famose firme internazionali, lunghe file alle casse. Non fosse stato per alcune scritte in cinese e malese, si poteva facilmente pensare di esere a POarigi poiuttosto che a Chicago o a Milano.
Tags: abbigliamento firmato, barriere linguistiche, chinatown, comunicazione, globalizzazione, posate, singapore
Be Stupid: La nuova regola della Diesel
Con la sua nuova campagna la Diesel propone una nuova regola. E ripropone un antico quesito. La regola è che essere creativi, romantici , fantasiosi come il termine stupid andava inteso secondo il brand, è un valore che va ripreso. Essere sempre in netto contrasto con la logica, la ragione e il conformismo, in realtà non un motto dei più originali, è la strada da seguire se vuoi essere veramente Diesel. Ma mai si era espresso il concetto in questi termini. Applicato alle immagini, suggerimenti di applicazione del Be Stupid, l’incisività appare provocativa in modo molto chiaro. Ragazzi giovani, ragazzi Diesel, che sono stupidi, per l’appunto si tirano per metà fuori da due macchine in corsa per baciarsi, si fanno una foto con una pantera come fosse un gattino addomesticato, fumano con un casco omologato sulla testa. (Facciamo questi esempi perchè più applicabili nella realtà che non farsi sedere addosso un elefante o non così dannosi come mostrare le proprie nudità ad una telecamera a circuito chiuso). Campioni di stupidità per un messaggio di alto livello di fashion advertising. La voglia di scoprire, di farsi avanti con le proprie idee, di rinnovarsi. E qui arriviamo al quesito.
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Tags: be stupid, brand, casco omologato, diesel, essere creativi, fashion advertising, stupidi
Italia amore mio, messaggio ambiguo
Emanuele Filiberto sul palco di Sanremo. Tra applausi, qualche fischio e un ondeggiare di tricolori, l’erede di casa Savoia si è esibito in una canzone le cui parole e il cui senso francamente mi lasciano perplessa.
Sorvolo, ovviamente sulle qualità artistiche della canzone stessa, in quanto non ho titolo per giudicare. Ma sul testo avrei da fare qualche appunto. Uno per tutti: quell’equilibrio “Che ci Unisce, intorno alla Nostra Famiglia” a quale famiglia allude? Ad un generale concetto padre-madre-figli o piuttosto alla Famiglia reale?
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Tags: canzone, colpo di spugna, Emanuele Filiberto, Italia amore mio, Mino Reitano, perbenismo, retorica, ripescaggio, Sanremo, testo
Aprire un gruppo su Facebook: il titolo
Stai pensando di aprire un gruppo su Facebook? Vuoi aggregare intorno alla tua idea, alle tue passioni, al tuo business il maggior numero possibile di persone e condividere con loro tutte le tue novità? Allora dovresti riflettere molto bene prima di scegliere il titolo del gruppo.
Il titolo di un gruppo su Facebook è come il nome di un prodotto, ne può decretare il successo o l’insuccesso ancora prima di venire alla luce. Il naming è una delle attività più delicate su cui si cimentano i copywriter, perchè deve tener conto di aspetti di marketing ma non solo, anche della cultura e della sensibilità del target. Faccio solo un esempio, la Jetta Volkswagen: auto costruita da una casa automobilistica di grande affidabilità, venduta benissimo in Nord America, che però ha avuto non poche difficoltà ad imporsi sul mercato italiano.
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Tags: basta con le tasse, facebook, gruppo Facebook, headline, jetta, naming, tasse, titolo, volkswagen
Save the Children e San Valentino
Tra soli quattro giorni è San Valentino, lo sapete? Certo che sì, visto che ovunque sul web ci sono offerte, promozioni, regali, iniziative e chi più ne ha più ne metta. Non avrete certo bisogno di spunti per i vostri regali, tuttavia ci sentiamo di consigliarvi la visione di questo video.
Lo facciamo perchè amiamo Save the Children e quello che fa. Ma lo facciamo anche perchè ci sembra una campagna fresca, divertente, senza retorica. E con un testo molto azzeccato e intelligente. Non vi pare?
L’amante di Vanessa Perroncel si chiama SEO
Google insights è uno strumentino niente male che google mette a disposizione di professionisti del web 2.0 ma anche di semplici curiosi. Come dice il nome è una spia che guarda a fondo, dove l’occhio comune non riesce ad arrivare.
Basta cliccare pochi tasti e appaiono subito le ricerche emergenti, cioè le parole più ricercate su google e i numeri di queste ricerche, cioè quanto sono aumentate nel periodo preso in esame. La parola breakout significa che l’aumento è talmente alto da non essere più misurabile: un titolo con eccesso di rialzo, si potrebbe definire.
Era assai probabile che il rumore della squalifica di Morgan da Sanremo 2010 e le motivazioni della sua squalifica, facessero la parte del leone nella settimana dal 28 gennaio al 4 febbraio . E così è stato. Ma il volume della ricerca della parola Morgan è aumentato solo, si fa per dire, del 600%. Il primo posto, invece, se lo è aggiudicato Vanessa Perroncel, la generosa bellezza che è costata la maglia al Capitano della Nazionale inglese. Uno scandalo di proporzioni mondiali, che ha morbosamente occupato giornali e telegiornali, anche perchè la ragazza è, diciamo così, piuttosto fotogenica in tutte le pose.








