Dizionario affettivo della lingua italiana
Se credete che l’italiano sia una lingua troppo letteraria, se pensate che certi concetti ormai possano essere espressi solo con una sintetica espressione inglese, guardatevi questo video. Comunque.
E’ tratto da un interessante esperimento voluto da Matteo B. Bianchi e pubblicato dalla Fandango: il Dizionario affettivo della lingua italiana. Non un dizionario qualsiasi, ma una interpretazione di parole ed espressioni da parte di scrittori italiani, piu’ o meno giovani, piu’ o meno famosi.
Verrebbe quasi voglia di dire che la definizione dizionario non sia quella giusta, perche’ troppo limitativa: qui la lingua esce dalle strette regole grammaticali e semantiche per assumere una dimensione piu’ ampia, completa e affascinante. Per chi ama la lingua italiana, davvero e’ una lettura (e una visione) imperdibile.
sogni e creatività
Da uno studio condotto sui sogni e la fase REM è risulatato che durante questa parte del sonno si sviluppa una capacità di associazione di idee e di creatività maggiore rispetto ad uno stato di veglia o di altre fasi.
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Twitter vs Facebook: 1-6 in Italia

photo credit: Somewhat Frank
Giorni fa volevo aiutare un amico ad iscriversi a Facebook quando mi è venuto il dubbio se non fosse arrivato il momento di consigliare addirittura l’iscrizione al più prossimo Twitter. Molte persone che hanno un account su Facebook già da tempo stanno facendo i bagagli per andare sul nuovo network di microblogging. La ricerca della parola twitter, come risulta da google insight è aumentata a ritmo esponenziale nell’ultimo anno, del 120% solo nell’ultimo mese. La palma d’oro per i più accaniti ricercatori della parola twitter su google va alla città di Modena.
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Scrivere per il web

photo credit: foundphotoslj
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Danacol e Pro-active: verità ingannevole
Credete ancora a tutto quello che vedete in televisione? Vediamo perchè non dovreste….
In questo spot lui si lamenta di non poter più fare le cose che ama di più, tra cui dedicarsi alla vita sedentaria. La frase che colpisce di più ad un ascolto più attento è quella di lei che lo rassicura dicendogli che non deve riunciare proprio a niente. Già qui ci potremmo fermare a sostenere la più ovvia difesa del consumatore, contro un messaggio chiaramente ingannevole. Ma del Danacol l’Antitrust insieme a molte altre versioni della campagna, il messaggio finale che il prodotto comporta, ovvero la possibile sostituzione dello yogurt ai medicinali riduttori di colesterolo che invece sono da richiedere sempre sotto prescrizione medica.
Copybox: il photoshop dei copywriter

Gli inventori di Copybox
Quando un grafico lavora con Photoshop sa che può contare su alcune formule e accessori che redono più facile e realizzabile un lavoro. Col tempo la stessa concezione del lavoro da realizzare diventa tutt’uno con questi strumenti, un codice segreto tra chi lavora e il progetto grafico. Un copywriter di solito, si chiede ‘a chi’ mandare il messaggio, mentre con Copybox ci si potrà concentrare di più sul ‘come’ e quindi sulla parte creativa ,che è quella che poi concerne di più un copy ( nonostante alcune posizioni di pretesa dei clienti). In questo senso il Copybox sarà il photoshop del copywriter.
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Manifesti pubblicitari all’asta: il mondo che cambia
Cosa penserebbero gli animalisti di oggi di fronte ad una comunicazione pubblicitaria di questo tipo?
Eppure, questa storica litografia dell’Olio Bertolli che il maestro Erberto Carboni realizzò nel 1953 oggi è considerata un pezzo d’arte. Tanto da essere stata battuta all’asta a Torino, dalla Bolaffi insieme ad altri capolavori del “tempo della reclame”, a Torino.
Dunque ci sono oggi appassionati collezionisti disposti a versare parecchie migliaia di euro per un manifesto pubblicitario. Questi hanno fatto scuola, ma tra cinquant’anni qualcuno sarà disposto a fare lo stesso per i manifesti di oggi?
Identikit del bravo copywriter

photo credit: deglispiriti
Molti ragazzi del corso online di copywriting, mi chiedono quali siano le caratteristiche che rendono un copywriter un “bravo” copywriter.
E’ un argomento di discussione interessante, perché molti giovani si stanno avvicinando a questa professione, sicuramente affascinante e altrettanto sicuramente promettente, nonostante la crisi che ha colpito inevitabilmente anche il settore pubblicitario. Sul web si sprecano le pagine che danno consigli sulle tecniche più efficaci di scrittura, suggerendo che in fondo tutti possono essere copywriter, basta acquistare questo o quell’altro ebook o leggere il post del guru del momento.
Consigli che possono anche rivelarsi utili, ma che non sono sufficienti.
Lavagna addio!
Ma era proprio così insopportabile la lavagna? Questo cimelio della scrittura che è stato il mezzo di comunicazione di generazioni tra alunni e insegnanti sembra venuto a noia a qualcuno. Infatti a quanto pare sarà presto sostituito dal ben più funzionale, lucido e freddo computer. Che gioia! O no? Forse nessuno ha pensato di chiedere a chi la lavagna l’ha amata, se era pronto al finale di addio. La lavagna era, uno schermo nero sempre spento, illuminato solo dal bagliore del gesso bianco o (in occasioni di estro artistico particolari) colorato, annebbiato dalle precedenti tracce di testi cancellati, ticchettante sotto il primo colpo e alla fine della frase, con maiuscole e punti esclamativi. Frusciante sotto le curve delle diverse “c” ed “S”, dei “Sei” e degli “Otto”.
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Gelati e copywriter

photo credit: sflovestory
Cosa c’entrano i copywriter con i gelati? Apparentemente poco, a parte il fatto che molti di loro - me compresa - ne sono golosissimi. Ve ne parlo oggi perchè ho scoperto che il mio gelataio ha l’istinto del copywriter. E’ un onesto artigiano, non più giovanissimo, che si vanta di usare solo ingredienti naturali, senza coloranti e conservanti; ha un negozietto nelle vicinanze di una scuola per cui è facile che nel pomeriggio si formino gruppi di giovani in fila per gustarsi un cono. Ma come accontentarli tutti? Ecco il colpo di genio!
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